Sogno (2023)

Un progetto e regia di Cristina Aubry: il quinto lavoro di sQuinterNati

Dalla riduzione di C. Censi del “Sogno di una notte di mezza estate” di W. Shakespeare

Sono anni che ci penso. A mettere su un classico.

E mi sono imbattuta nella bella riduzione di Cristiano Censi de “Il sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare e si lo confesso, la tentazione è stata troppo forte.

Così con Squinternati siamo partiti.

Loro un pochino di soggezione iniziale ma gran divertimento nelle parti dei comici… e già…che Squinternati sarebbero? E così ho trovato la chiave: far raccontare la vicenda alla banda di Squinternati-comici: Chiappa, Stoppa, Sega e Pezza capitanati dallo Stira. Chi meglio di loro? Abbiamo inventato passaggi, posposto scene, cucito legami. Uomini che fanno le donne, donne che diventano uomini. Entrano ed escono di scena in 25 quadri senza soluzione di continuità in un’atmosfera ora drammatica con le coppie degli amanti ora fatata con Oberon, Titania, la Fata e Puck, folletto gentile e pasticcione passando sempre da loro, dai comici.

Sui costumi non c’erano dubbi: Cinzia Iacono mia collaboratrice storica ha saputo con le sue mani creare un vero mondo incantato.

E per la colonna sonora le musiche di Flavio Scaffidi Abbate e Italo Marino sono una vera conferma.

Prezioso il contributo di Katia De Persio come aiuto regia.

Noi ci siamo divertiti assai, attraversando anche stavolta (quando mai ce le facciamo mancare?) mille peripezie e siamo pronti.

E per citare il nostro Puck: “Se noi folletti vi abbiamo irritato non prendetevela miei cari signori, perché questa storia di ogni logica è fuori: noi altro non v’offrimmo che un sogno; della vostra indulgenza abbiam bisogno”.

Cristina Aubry


 

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